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Saint-Félix-Lauragais: cosa vedere e cosa fare in questo borgo arroccato
Castello, collegiata gotica, mercato coperto medievale, mulini e vista fino ai Pirenei: la nostra guida a Saint-Félix-Lauragais, il borgo vicino a Le Falga, non lontano da Tolosa.
Saint-Félix-Lauragais è un borgo arroccato su una cresta calcarea, a oltre 300 metri di altitudine, che domina la pianura di Revel e guarda verso la Montagne Noire, tra le colline del Lauragais, fra Tolosa e Carcassonne, nel sud-ovest della Francia. Ci si viene per il panorama, il castello, la collegiata gotica, il mercato coperto medievale e i mulini a vento, ma anche per le grandi figure che qui sono nate: il compositore Déodat de Séverac e il giurista Guillaume de Nogaret. Comune confinante con Le Falga, è una delle nostre passeggiate preferite: pochi minuti d'auto, un vicolo, e tutto il Lauragais si apre allo sguardo.
Perché Saint-Félix sorge così in alto?
Il borgo occupa il bordo di una cuesta, un rilievo asimmetrico che precipita bruscamente da un lato e digrada dolcemente dall'altro. Il territorio comunale si estende da circa 178 a 341 metri di quota, e il castello si trova a circa 335 metri. Questa posizione spiega tutto: l'antica piazzaforte, il vecchio nome di Saint-Félix-de-Caraman e la sensazione, arrivando, di entrare in una piccola cittadella.
Dalla tavola di orientamento, lo sguardo corre sulla pianura del Lauragais, si ferma sulla linea scura della Montagne Noire e, nelle giornate limpide, scopre la catena dei Pirenei. I momenti migliori sono spesso i più semplici: una mattina d'inverno dopo il passaggio del vento d'autan, quando l'aria è tersa, o la fine di una giornata estiva, quando la luce indora i campi di grano e di girasoli. Oggi il comune conta poco più di 1.200 abitanti, ma intorno al 1800 ne aveva quasi 3.000: le belle case in pietra e mattoni del centro raccontano quella prosperità passata.
Che cosa resta del castello di Saint-Félix?
Il castello è il cuore storico del borgo. Le sue origini risalgono all'XI secolo. Nel 1211, durante la crociata contro gli albigesi, Simon de Montfort prese la piazzaforte: borgo e castello furono rasi al suolo. Sopravvissero soltanto un tratto di muro e la cosiddetta torre di Montfort, contro i quali il castello venne ricostruito.
Nel XIV secolo Pierre Duèze (o d'Euze), fratello di papa Giovanni XXII, ne fece la propria residenza e lo trasformò in una dimora più accogliente. I secoli successivi lo rimaneggiarono ancora, tanto che il complesso, costruito tra il XIII e il XVIII secolo, mostra oggi soprattutto un volto classico. Il castello è tutelato come monumento storico dal 1994 (si veda la scheda Mérimée del Ministero della Cultura francese).
A lungo di proprietà privata, è stato acquistato dal comune nel 2012. Una parte è visitabile: il cortile, le terrazze e i pianterreni, con la sala dei mosaici, l'antica cucina ricavata nel mastio, la torre delle Guardie e saloni con stucchi Luigi XVI e parquet diversi. Da aprile a fine settembre questi saloni ospitano mostre. Le modalità di visita, libera o guidata, sono indicate nella scheda ufficiale del castello; il castello apre le sue porte anche durante le Giornate europee del patrimonio.
Il concilio cataro del 1167 si è svolto davvero?
È la domanda che ogni visitatore finisce per porsi. Secondo la tradizione, nel 1167 Saint-Félix avrebbe ospitato un'assemblea delle Chiese catare, presieduta da Niceta, vescovo bogomilo giunto da Costantinopoli. Vi sarebbero stati consacrati o confermati diversi vescovi, per Tolosa, Albi, Carcassonne, Agen, la Francia del Nord e la Lombardia, e fissati i confini tra le diocesi di Tolosa e di Carcassonne.
L'unica testimonianza nota è un testo latino pubblicato nel 1660 dallo storico Guillaume Besse, che dichiarava di averlo copiato da una copia del 1223, oggi perduta. Questa trasmissione indiretta ha alimentato un lungo dibattito: alcuni storici considerano il documento un abile falso del XVII secolo, altri lo ritengono fondato su una fonte autentica. La cosa più onesta è dunque parlare di un concilio che la tradizione colloca a Saint-Félix. Ciò non toglie nulla all'emozione del luogo: da queste alture si capisce perché il Lauragais sia stato una terra tanto contesa al tempo della crociata.
Che cosa vedere nella collegiata di Saint-Félix?
La chiesa fu eretta all'inizio del XIV secolo, in stile gotico meridionale, e nel 1318 ricevette il titolo di collegiata: vi si insediò un capitolo di canonici, all'epoca in cui papa Giovanni XXII favoriva la terra della sua famiglia. Classificata monumento storico nel 1920, si riconosce da lontano per il campanile di circa 42 metri.
All'interno, due tesori catturano l'attenzione:
- L'organo di Grégoire Rabiny, datato 1782, con oltre 2.000 canne. È regolarmente protagonista di audizioni e concerti.
- L'altare maggiore del marmista Étienne Rossat, che lavorò anche per la basilica di Saint-Sernin a Tolosa.
Se avete la fortuna di capitare durante un'audizione d'organo, fermatevi: in questa navata di mattoni e pietra la musica acquista un'ampiezza sorprendente, e il pensiero va naturalmente al figlio del paese, Déodat de Séverac.
Il mercato coperto e i mulini: come passeggiare nel borgo?
Il mercato coperto medievale si trova in place Guillaume-de-Nogaret. La sua imponente struttura in legno poggia su sedici pilastri ed è sormontata da una statua della Vergine, collocata nel 1863. Una torre adiacente, costruita nel 1557, dava un tempo accesso a una sala comune situata sopra il mercato. È qui che batte il cuore del borgo, nei giorni di mercato come nelle sere d'estate.
Da qui consigliamo di girovagare senza un piano preciso: la rue des Nobles, i resti dei bastioni, il busto di Déodat de Séverac ai piedi di quei bastioni, poi la torre di Montfort, ai cui piedi sorge il Moulin du Chapitre. A nord, la Butte des Trois Moulins, che la tradizione associa a un antico accampamento romano e poi a un forte visigoto, si vede dalla rue des Nobles. Sulla strada per Tolosa, il Moulin de la Croix ha ritrovato nell'autunno 2024 un tetto in legno tipico dei mulini della zona. Queste sagome ricordano che il Lauragais, granaio della Linguadoca, ha vissuto a lungo al ritmo del vento.
Chi erano Déodat de Séverac e Guillaume de Nogaret?
Due destini molto diversi sono legati a Saint-Félix.
Déodat de Séverac nasce qui nel 1872. Formatosi a Sorèze e a Tolosa, poi alla Schola Cantorum di Parigi con Vincent d'Indy, diventa uno dei compositori più amabili del Midi francese. Tra le sue opere, Le Cœur du moulin, rappresentata per la prima volta all'Opéra-Comique nel 1909, Héliogabale, data nell'arena di Béziers nel 1910, la suite per pianoforte En Languedoc e Cerdaña. Lasciata Parigi nel 1907, torna a vivere a Saint-Félix prima di stabilirsi a Céret, dove muore nel 1921. Riposa nel suo paese natale; la sua casa natale è tutelata come monumento storico e un festival musicale porta il suo nome. Per noi c'è in questo una bella risonanza: come i fratelli Caffarelli, fu allievo a Sorèze (si veda il nostro articolo sull'abbazia-scuola di Sorèze).
Guillaume de Nogaret nasce intorno al 1260 a Saint-Félix-de-Caraman, l'antico nome del borgo, in una famiglia che prendeva il nome da una piccola tenuta vicina. Giurista, diventa uno dei principali consiglieri di Filippo il Bello. È l'uomo dell'oltraggio di Anagni contro papa Bonifacio VIII nel 1303, e prepara l'arresto dei Templari nel 1307 e l'espulsione degli ebrei dal regno. Figura temuta, ha dato il suo nome alla piazza centrale. Il borgo vanta altre personalità, come il generale dell'Impero Bonaventure Hippolyte Sabatier, nato a Saint-Félix, e il pianista Aldo Ciccolini, che vi è sepolto.
Quando venire: mercati, feste e appuntamenti dell'anno?
Saint-Félix vive secondo un calendario in cui ognuno trova il suo momento:
- La festa della Cocagne, nata nel 1972, si svolge nel fine settimana di Pasqua. Sfilate in costume, animazioni medievali, musiche tradizionali e un mercato artigianale celebrano l'età d'oro del guado (pastel), la pianta tintoria che fece la fortuna del «paese di Cuccagna» (si veda il nostro articolo Lauragais, paese di Cuccagna e del guado).
- Il mercato settimanale sotto il mercato coperto, con produttori locali; informatevi sul giorno presso l'ufficio informazioni turistiche.
- Il mercato dei vasai, organizzato nel corso dell'anno.
- La musica: audizioni d'organo nella collegiata, concerti, un festival di fanfare e il festival Déodat de Séverac.
- Le mostre nei saloni del castello, da aprile a settembre, e le Giornate europee del patrimonio a settembre.
Quanto ai marchi di qualità, non abbiamo trovato alcuna fonte ufficiale che colleghi Saint-Félix a una classificazione nazionale come quella dei Plus Beaux Villages de France; il borgo non ne ha bisogno, e le guide lo descrivono volentieri come un villaggio di carattere.
Come organizzare la visita dal Château du Falga?
Saint-Félix-Lauragais è il comune confinante con Le Falga: si sale in pochi minuti d'auto, lungo stradine che ondeggiano tra le colline. Revel dista solo una decina di chilometri dal borgo, il che permette di abbinare facilmente le due mete. I nostri consigli:
- Venite al mattino per il mercato, o nel tardo pomeriggio per la luce sulla Montagne Noire e, con un po' di fortuna, sui Pirenei.
- Cominciate dall'ufficio informazioni turistiche, che fornisce indicazioni sulle visite al castello e sui numerosi itinerari escursionistici intorno al borgo.
- Parcheggiate in basso e proseguite a piedi: il borgo si scopre camminando, dal mercato coperto alla torre di Montfort.
- Componete una giornata intera aggiungendo Revel e la sua bastide, poi un bagno o una passeggiata al lago di Saint-Ferréol.
- Prevedete mezza giornata se volete visitare il castello e la collegiata senza fretta.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per visitare Saint-Félix-Lauragais?
Calcolate da una a due ore per il borgo, il mercato coperto, la collegiata e il panorama, e mezza giornata se aggiungete la visita al castello o una breve escursione.
Si può visitare il castello di Saint-Félix?
Sì, una parte del castello, di proprietà del comune dal 2012, è visitabile liberamente o con una guida, secondo le modalità stabilite dall'ufficio informazioni turistiche. I saloni ospitano mostre da aprile a settembre.
Il concilio cataro del 1167 è un fatto storico?
È noto da un unico testo, pubblicato nel 1660 sulla base di una copia perduta. La sua autenticità è discussa dagli storici: si parla quindi di un concilio che la tradizione colloca a Saint-Félix.
Qual è il momento migliore per venire?
Il fine settimana di Pasqua per la festa della Cocagne, l'estate per i concerti e le mostre, e le giornate limpide d'autunno o d'inverno per la vista sui Pirenei.
Soggiornare a Le Falga, a due passi da Saint-Félix
Dal castello, Saint-Félix-Lauragais è una delle gite più facili e più belle: si parte dopo colazione e si rientra per la piscina o per la cena sulla terrazza esposta a sud. Per un soggiorno in coppia o in famiglia, tutto l'anno, la Petite Maison offre una base tranquilla per esplorare il Lauragais. Una domanda sulle vostre date o sulle visite che desiderate fare? Scriveteci.
Fonti: Wikipedia (Saint-Félix-Lauragais, Château de Saint-Félix-Lauragais, Déodat de Séverac, Guillaume de Nogaret, Council of Saint-Félix); opuscolo turistico di Saint-Félix-Lauragais (Haute-Garonne Tourisme); Tourisme Occitanie, scheda del Château de Saint-Félix; banca dati Mérimée del Ministero della Cultura francese; Cirkwi (scheda «Les moulins»); Guide du Routard.

