Gravure du Château du Falga

Storia della casa

Storia del Château du Falga

Una casaforte del XIV secolo passata nel 1681 ai Caffarel, tornati Caffarelli. Vi crebbero sei fratelli che la Rivoluzione e l’Impero dispersero, da Quiberon a San Giovanni d’Acri. Più di tre secoli dopo, la famiglia vi accoglie ancora gli ospiti.

Fine XIV – inizio XV sec.Origini
dal 1681Famiglia Caffarel
Generale Maximilien CaffarelliFigura illustre
Le Falga, Lauragais (31)Luogo

Cronologia

Sette secoli in dieci date

1681

Philippe Caffarel riceve Le Falga

Avvocato al parlamento di Tolosa, riceve la signoria in rovina da Pierre de Soubiran e avvia grandi lavori, tra cui lo scalone monumentale.

Philippe Caffarel riceve Le Falga
I

Una casaforte del Lauragais

La chiesa di Le Falga è citata già nel 1318 e nel 1384 il villaggio ha due consoli. Di quest’epoca, fine XIV o inizio XV secolo, è la torre sud, la parte più antica del castello. Una feritoia difende ancora la facciata, una cannoniera il lato esposto al vento. Al piano terra sale voltate; al piano superiore, un unico grande spazio per il signore e la sua famiglia.

Nel febbraio 1570 l’esercito protestante attraversa il Lauragais. Caraman è riconquistata, Cuq e Auriac distrutte, come la chiesa di Le Vaux e la sua succursale di Le Falga. Il castello appartiene allora ai protestanti Jacques e Jeanne Vernès. Secoli dopo, Marie-Laure de Caffarelli ritrova in fondo al pozzo un crismon scolpito, intatto e annerito dal fango: forse strappato alla chiesa di Le Vaux e gettato lì perché non lo si vedesse mai più.

II

1681: i Caffarel risollevano una rovina

Il primo di loro, Scipione Caffarelli, giunse dall’Italia nel 1532 al seguito di Caterina de’ Medici, promessa sposa del futuro Enrico II. La famiglia si stabilì a Montpellier, francesizzò il nome in Caffarel e si convertì al protestantesimo. Nel 1681 Philippe Caffarel, avvocato al parlamento di Tolosa, ricevette la signoria di Le Falga da Pierre de Soubiran a saldo di debiti. Era in rovina: un minuzioso inventario, vera «fotografia» del 1681, trovò solo tre stanze in buono stato.

Philippe trasformò l’antica scuderia in atrio e fece costruire uno scalone monumentale a rampe rette intorno a un vuoto: un teatro in cui ognuno è attore e spettatore, segno splendente di successo. I pilastri e la ringhiera sono gli stessi del palazzo vescovile di Castres.

Le grand escalier de 1681 et le buste de Maximilien Caffarelli
III

Pierre-François e i suoi dodici figli

Lo stemma di famiglia, dall’ex libris «de la Bibliothèque de Mr de Caffarelli» conservato al castello.
Lo stemma di famiglia, dall’ex libris «de la Bibliothèque de Mr de Caffarelli» conservato al castello.

Nel 1739 i conservatori del popolo romano riconobbero l’origine nobile della famiglia: i Caffarel tornarono Caffarelli, anche se la corona di Francia non lo ammise mai. Dal 1750 al 1766 Pierre-François quintuplicò la superficie della tenuta e riorganizzò la vita del castello: l’antico ingresso divenne retrocucina, sorse una torre con lo studio.

Sposato nel 1755 con Marguerite-Louise-Félicité d’Anceau, ebbe dodici figli in undici anni. Per questi sei ragazzi di piccola nobiltà senza fortuna, una sola strategia: l’eccellenza negli studi, all’abbazia-scuola di Sorèze.

Vicinissimo al castello

Sorèze, la scuola dei fratelli Caffarelli

I ragazzi studiarono alla scuola di Sorèze tra il 1765 e il 1783. I loro busti vegliano ancora nella sala degli Illustri dell’abbazia-scuola e il loro nome figura in lettere d’oro nell’albo delle carriere. Una visita da non perdere durante il soggiorno.

Salle des Illustres, abbaye-école de Sorèze Cour de l’abbaye-école de Sorèze Tableau des carrières de Sorèze où figure le nom Caffarelli
IV

Sei fratelli nella tempesta

Stessa educazione, destini opposti: due emigrarono, quattro servirono la Repubblica e poi l’Impero. Rimasero comunque molto uniti. Busti della sala degli Illustri, Cité de Sorèze.

Buste de Maximilien Caffarelli, salle des Illustres de Sorèze

Le Falga 1756 – San Giovanni d’Acri 1799

Maximilien

Generale del genio

Redasse una dichiarazione dei diritti dell’uomo, fu imprigionato quattordici mesi a Tolosa e perse una gamba al passaggio del Reno. Comandante del genio dell’Armata d’Oriente, morì davanti ad Acri. Membro dell’Institut d’Égypte.

Buste de Joseph, detto de Merville Caffarelli, salle des Illustres de Sorèze

Le Falga 1760 – Lavelanet-de-Comminges 1845

Joseph, detto de Merville

Prefetto marittimo di Brest

Marinaio nella guerra d’indipendenza americana e sindaco di Le Falga nel 1792, riorganizzò l’arsenale di Brest dal 1800. Conte dell’Impero, grand’ufficiale della Legion d’onore.

Buste de Jean-Baptiste Caffarelli, salle des Illustres de Sorèze

Le Falga 1763 – Saint-Brieuc 1815

Jean-Baptiste

Vescovo di Saint-Brieuc

Canonico di Montpellier, rifugiato in Spagna durante la Rivoluzione, fu consacrato vescovo di Saint-Brieuc nel 1802. Barone dell’Impero.

Buste de Auguste Caffarelli, salle des Illustres de Sorèze

Le Falga 1766 – Leschelle 1849

Auguste

Aiutante di campo dell’Imperatore

Combatté a Marengo, convinse Pio VII a incoronare Napoleone, governò le Tuileries e nel 1814 riaccompagnò l’imperatrice e il re di Roma a Vienna. Pari di Francia.

C

Charles, il prefetto costruttore

Canonico di Toul, prefetto dell’Ardèche, del Calvados e dell’Aube; abbellì la chiesa di Le Falga fino alla morte nel 1826.

P

Philippe, il realista

Emigrato, sbarcò a Quiberon con l’esercito realista e fu fucilato.

Il corpo di Maximilien non tornò mai a Le Falga. Tornò solo il suo braccio, sepolto nella chiesa… finché Auguste non lo portò con sé e si fece seppellire al suo fianco nel 1849.

V

Dai Guiraud al ritorno dei Caffarelli

Senza dote per Virginie, unica figlia di Charlotte Caffarelli, zii e zie la nominarono erede: con le nozze con Melchior Guiraud, l’intera tenuta passò alla famiglia Guiraud. Nel XIX secolo il salone di rappresentanza divenne biblioteca, nella torre ovest si aprì un’aranciera e l’aia lasciò il posto al grande spazio che oggi precede il castello.

Nel 1998 Marie-Laure de Caffarelli riacquistò la casa. In realtà Le Falga non ha mai lasciato i discendenti di Philippe Caffarel.

Porte du château et son imposte à vitraux Couloir voûté du château Cour du château

Da vedere anche

La chiesa di Saint-Martin du Falga

Molto cattolica, Félicité d’Anceau trasformò un granaio in cappella e fece piantare un viale di olmi, per accogliere un giorno Napoleone, dice la leggenda di famiglia. Nel 1804 la famiglia la donò al comune come chiesa parrocchiale.

Charles la dotò di un soffitto a cassettoni e di un altare in marmo di Caunes-Minervois, completati nel 1826. Restaurata dopo un fulmine alla fine del XX secolo dall’architetto Jacques Villemur, si visita durante le Giornate del patrimonio.

Le château au crépuscule

Dormire nella storia

Il castello si affitta in estate, a settimana o per un weekend, per 21 ospiti. La casetta, affittata separatamente, ospita 4 persone tutto l’anno.

Fonti: archivi della famiglia Caffarelli, inventario del 1681, pannelli della Cité de Sorèze.